JOURNAL / LEGO TRAINS / GREY ERA
Quando i treni LEGO erano un vero sistema ferroviario
Se penso ai treni LEGO degli anni ’80, la prima cosa che mi viene in mente non è un singolo set.
È un sistema.
Ed è probabilmente questa la differenza più grande rispetto a quello che intendiamo oggi quando parliamo di treni LEGO.
Nel 1980 LEGO trasformò i treni in una vera linea di prodotto autonoma: locomotive, convogli passeggeri e merci, carrozze, vagoni, stazioni, binari e una quantità impressionante di accessori ed espansioni. I vecchi binari blu lasciarono il posto ai nuovi binari grigi e iniziò quella che gli appassionati oggi chiamano comunemente Grey Era.
Ma la cosa più interessante è che non eri obbligato a comprare un treno e considerare l’esperienza conclusa.
Quella scatola era semplicemente il punto di partenza.
Un sistema molto vicino al ferromodellismo
La filosofia era sorprendentemente simile a quella del ferromodellismo tradizionale.
Potevi iniziare con un semplice treno da spingere a mano e successivamente aggiungere un motore alimentato a batterie a 4,5 V. Da lì il sistema poteva crescere ulteriormente fino ad arrivare al 12 V, con trasformatore e binari dotati degli appositi elementi conduttori centrali.
Non dovevi necessariamente cambiare treno.
Potevi far evolvere quello che già possedevi.
E intorno al convoglio poteva progressivamente nascere una vera ferrovia.
Esistevano confezioni con binari dritti e curvi, incroci, scambi, locomotive e vagoni venduti separatamente, stazioni, depositi, passaggi a livello e tantissimi altri accessori.
Potevi quindi iniziare con un piccolo ovale sul pavimento e trasformarlo, un pezzo alla volta, in qualcosa di completamente diverso.
Con il 12 V iniziava il divertimento vero
Il sistema 12 V rappresenta probabilmente il momento in cui LEGO si è avvicinata maggiormente al concetto di plastico ferroviario tradizionale.
Il trasformatore non serviva soltanto per regolare velocità e direzione del treno: poteva diventare il centro di comando dell’intero impianto.
Esistevano scambi comandabili elettricamente a distanza, segnali ferroviari, passaggi a livello e persino un dispositivo che permetteva di sganciare i vagoni senza toccare il convoglio.
Potevi portare un treno su un determinato binario, sganciare un carro e iniziare a fare vere manovre ferroviarie.
E i semafori non erano semplicemente decorativi.
Il sistema permetteva di creare sezioni isolate del tracciato: mettendo il segnale sul rosso veniva interrotta l’alimentazione di quel tratto e il treno si fermava realmente. Passando al verde poteva ripartire.
Stiamo parlando di LEGO dei primi anni ’80.
Era praticamente ferromodellismo.
Solo fatto con i mattoncini.
E naturalmente c’erano le luci
Potevi aggiungere illuminazione ai convogli, installare lampioni lungo i binari e illuminare stazioni ed edifici.
Ed erano proprio le immagini dei cataloghi dell’epoca, con grandi impianti ferroviari, stazioni illuminate e lunghi convogli, a farti capire quale fosse l’obiettivo.
Non costruire semplicemente un treno.
Costruire una ferrovia.
Il LEGO Ideas Book 7777
E poi c’era lui: il LEGO Trains Ideas Book 7777.
Per chi ama i treni LEGO di quell’epoca è praticamente un oggetto di culto.
Non mostrava soltanto dei modelli da costruire, ma quello che il sistema avrebbe potuto diventare continuando ad ampliarlo: stazioni, depositi, scali merci, ponti, locomotive alternative e soprattutto enormi plastici ferroviari.
Era il modo LEGO di dirti:
“Quello che c’è nella scatola è soltanto l’inizio.”
Ed era perfettamente coerente con la filosofia LEGO System.
Un ecosistema che cresceva insieme a te
Questa è forse la cosa che trovo più affascinante ancora oggi. Un bambino poteva iniziare con un piccolo treno manuale e farlo crescere nel tempo: prima il motore a batterie, poi qualche binario in più ricevuto magari a Natale, uno scambio, una stazione e un altro vagone. Infine arrivavano il trasformatore e il sistema 12 V, un segnale e le luci.
E dopo qualche anno quello che era nato come un piccolo ovale sul pavimento poteva essere diventato un vero impianto ferroviario LEGO.
I sistemi moderni sono tecnologicamente molto più evoluti: controllo wireless, hub, telecomandi e possibilità di programmazione.
Negli anni ’80 la tecnologia era analogica, fatta di fili, contatti elettrici, sezioni di binario e pulsanti.
Ma l’ecosistema era incredibilmente ricco.
Ed è probabilmente una parte importante del motivo per cui continuo ad amare così tanto i treni LEGO di quell’epoca.
Non perché ogni singolo modello fosse necessariamente migliore di quelli moderni.
Ma perché dietro ogni treno sembrava esserci un mondo intero che aspettava soltanto di essere costruito.
Negli anni ’80 LEGO non ti vendeva semplicemente un treno.
Ti vendeva il primo pezzo della tua ferrovia.
